Borstal Dampers parte 2

Borstal Dampers - continua

Cominciammo a provare in una sala prove in via Lessona, mi sembrava molto lontana da casa, quasi ai confini del mondo. La qualità degli strumenti era piuttosto scarsa. Ben presto ci rendemmo conto che per noi era più semplice suonare pezzi nostri piuttosto che quelli di altri.
Per quel che mi riguarda fu una delle prime occasioni in cui potei provare a suonare una batteria vera. Capii subito che, se volevo ottenere un risultato almeno decente, dovevo adottare un modo di suonare diverso da quello che mi avevano insegnato. Abbandonai subito l’uso del charleston, sostituendolo quasi sempre con il timpano, e cominciai a seguire soprattutto il mio istinto. Da lì in poi sarebbe stato sempre così.
L’obiettivo di riuscire a ricreare il tempo di 'One track mind' era alla mia portata.
Dodo, il chitarrista, era un tipo a cui piaceva esagerare, far casino e aveva preso il punk nella maniera in cui molti allora l’avevano fatto: essere volgari e sopra le righe il più possibile. Tornando in autobus dalle prove, accendeva il registratore con il nastro della nostra fresca (e di certo non brillante) esibizione a tutto volume, ballando e facendo le boccacce ai poveri compagni di tragitto. Era piuttosto imbarazzante per me: troppo facile e scontato prendersela con signore anziane.
Quello che mi è sempre piaciuto di più del punk non è la provocazione, una cosa che fai dando un'eccessiva importanza al pensiero di altri (che in più non ti piacciono), ma la possibilità di crearti uno stile tutto tuo: questo ti riguarda veramente. L'eventuale provocazione che ne scaturirebbe avrebbe una raison d'etre molto più solida e non colpirebbe a casaccio e in maniera superficiale, come faceva, a mio avviso, l'.

Ci si presentò subito l’occasione del 'Sabatok Folle' (grande nome, impagabile).
Nei 3 giorni precedenti provammo intensamente per prepararci: 1 volta il mercoledì e giovedì e ben 2 volte il venerdì (due ore alla mattina e due al pomeriggio). Avevamo formato il gruppo da pochissimo, secondo la mia agenda la prima volta che suonammo assieme fu il 20/11/78, poco più di due settimane prima del concerto.

Come in qualsiasi cosa che si muoveva in quei giorni c’era da sottostare al placet non scritto di tutti quelli, ed erano tanti allora, che si “occupavano di politica” al di qua ed al di là delle barricate. L’evento era patrocinato da Radio Popolare, faceva freddo, c’erano dei problemi per quelli di Pordenone come ha raccontato Glezos nell’intervista su 'Bassa Fedeltà'.
Mi ricordo, oltre della nostra, delle performances dei Windopen, Hitler SS e dei Tampax. Glezos dice che suonarono anche le Clito, ma io non me lo ricordo.
Divertente fu una scena durante l’esibizione dei Tampax: Ado, il cantante, preso dal suo raptus di performer, ad un certo punto si buttò per terra, giù dal palco, dimenandosi come un ossesso e urlando al mondo intero la collocazione in uso dell’oggetto che dava nome al suo gruppo. Intorno a lui eravamo in pochissimi, forse 4 o 5. Lo guardavamo e Glezos gli disse: “Ma sei scemo?”...
Riguardo ai Borstal Dampers, oltre a quanto già detto, ricordo che ad un certo punto bruciammo sul palco una copia della fanzine 'Pogo' suonando un pezzo il cui testo ripeteva all’infinito questo nome. Non gradivamo il fatto che I due creatori della fanzine erano gente a cui non piaceva per niente il punk ma che aveva trovato conveniente salire sul carro del momento. Uno di loro divenne, nei primi anni ottanta, un creatore di nuovi locali/discoteche di grande successo, e meritatamente. Era quando chiamavano “dance”, quindi trendy e con molte più pretese, quella che era sempre stata, in maniera un po’ diversa, d’accordo, la “disco music”.

Al 'Sabatok Folle' Dodo si comportò da Dodo, appunto. Ci tirarono di tutto, pure dei bussolotti di carta con la cerbottana. Era stato per me il primo concerto in assoluto: per la prima volta provai quello strano stato di trance che poi mi ha accompagnato tutte le volte, suonando dal vivo o in sala di registrazione: il mondo esterno spariva e si entrava in un’altra dimensione. In essa anche la mia grandissima timidezza di allora, in qualche modo, spariva.
Ricordo infine la rissa verbale che impedì ai TV Vampire di suonare: dei compagni volevano suonare, e quindi dovevano suonare; uno di loro ruppe un pezzo della batteria di Gear Tres.
C’era stato pure un tizio, presentatosi come batterista dei Decibel -con cui però avrebbe suonato solo tempo dopo- che ad un certo punto disse “Salgo sul palco, faccio un assolo di batteria, così si calmano tutti”... (grazie comunque, amico). Alla fine sentii il dovere morale di aiutare il gruppo di Glezos a recuperare gli strumenti e a portarli via. 

I Borstal Dampers avrebbero subito grossi cambiamenti di lì a poco, io e Marco volevamo trovare gente diversa con cui suonare.

Il 21 Dicembre 1978 Tonito provò con noi per la prima volta in sostituzione di Flame Mag al basso. Ci chiamavamo ancora 'Borstal Dampers' e con questo nome provammo ancora una volta.

Il 15 Gennaio 1979 suonammo in sala prova per la prima volta come 'Mittageisen'.