Fast forward to 1977 parte 2

Fast forward to 1977 - continua

La vera svolta fu alle medie, circa a 13 anni, quando un mio compagno mi introdusse nel mondo della musica pop: all’epoca questo termine, in Italia, indicava soprattutto la musica giovanile, non quella commerciale.

Copertina di "Qui Giovani" con Lou Reed

Cominciarono ad interessarmi le riviste musicali e rimasi molto impressionato dalla foto di Lou Reed truccato (periodo 'Transformer' - 'Berlin') nella copertina della prima che comprai, 'Qui giovani'.
Come molti ragazzini avevo pochissimi soldi a disposizione e già da tempo avevo preso l’abitudine di vendere o scambiare i miei vecchi fumetti per procurarmene di nuovi: venderli tutti per poter comprare qualche LP in più fu inevitabile.

Un’altra svolta importante fu scoprire che c’era la possibilità di fare scambi di dischi alla Fiera di Sinigallia, un mercato di Milano che si tiene ogni sabato: per moltissimi anni a seguire, questo giorno divenne il momento clou della mia settimana, sperando che non piovesse e che feste come il Natale non cadessero proprio in quel giorno.

Alcuni ragazzi si incontravano in un punto stabilito del mercato andando avanti e indietro con in braccio i propri LP: probabilmente ero il più giovane di tutti.
La gara era riuscire a vedere per primi i dischi di un nuovo arrivato. Quando, tempo dopo, vidi in lontananza la copertina del primo album dei Ramones, allora introvabile a Milano, temetti di non riuscire a fare in tempo: nessun problema, la concorrenza per questo genere di musica allora era quasi inesistente.
Va rimarcato che all’epoca, chiamarsi 'Ramones' ed avere quell’aspetto, non era per niente : la prima volta che lessi qualcosa su di loro pensai si trattasse di un gruppo di immigrati messicani per niente interessante.

La copertina del singolo 'Neat Neat Neat' dei Damned

Alla Fiera di Sinigallia incontrai Maurizio Bianchi, mi vendette 'Neat Neat Neat' dei Damned (probabilmente fu il mio primissimo singolo punk) e mi disse che da Carù, a Gallarate, si potevano trovare i dischi che cercavo inutilmente a Milano: una vera rivelazione.
Fui felice di prendere il treno per comprare l’album omonimo dei Clash, davvero non mi sembrava vero di essere riuscito finalmente ad averlo.

Era molto strano che un LP di una major (la CBS) non fosse stato importato qui, mentre il primo dei Damned, pubblicato da una piccola etichetta (la Stiff), sì.

Sempre alla Fiera di Sinigallia incontrai altre persone che avrebbero avuto un ruolo rilevante in questa storia.
Una di queste fu un tizio che conoscevo solo di vista: cercava qualcuno con cui dividere le spese per prendere lezioni di batteria.
Il posto era un negozio di strumenti musicali proprio lì vicino…