The Huns parte 2

The Huns - continua
Lamb

Il ritorno di Lamb, da un certo punto di vista, frenò in parte la nostra metamorfosi. Glezos aveva sviluppato un modo di suonare la chitarra molto diverso da quello di Lamberto e questo gli creò delle difficoltà. In più divenne sempre più netta la frattura in atto all’interno del gruppo: Glezos ed il sottoscritto da una parte, Lamb, Luca e Achille dall’altra.

Per noi il nostro chitarrista aveva progressivamente perso il suo mordente. Forse i problemi avuti durante il concerto dei Chiostri avevano minato le sue sicurezze e la lunga assenza per il servizio militare aveva reso ancora più difficile il suo rientro.
Ai nostri occhi il suo approccio verso diverse cose era ormai in contrasto con lo spirito del gruppo.
Questo è ciò che pensavamo allora.
A posteriori bisogna tener conto che chiunque non ci avesse frequentato con la nostra stessa assiduità sarebbe rimasto automaticamente tagliato fuori. Anche se nei nostri incontri Glezos ed io facevamo altro, in qualche modo andavamo avanti anche per ciò che riguardava gli Huns; la "colpa" di non essere in sintonia con noi non era solo di Lamb come, sia pur in buona fede, ritenevamo noi. La situazione si stava evolvendo rapidamente ed io ero l’unico, tra noi strumentisti, che aveva modo di stare al passo con i cambiamenti in corso e di dare il proprio contributo a questa trasformazione. Per gli altri non era così. Ci si vedeva di rado e solo in occasione delle prove o quando dovevamo sovraincidere la voce sui nastri. L’unica cosa che avevamo in comune con Achille e Luca era il gruppo, non c’erano state frequentazioni precedenti.

I componenti dei Sunset Boulevard ci parlarono molto bene dello studio che avevano utilizzato per realizzare alcuni demo. Era il Palmito Studio di San Donato Milanese.
Un giorno Lamb ed io andammo là per vedere com'era. L’impressione fu buona e quindi prenotammo.
La prima registrazione nello studio di Roberto Galli (datata 7 novembre 1982) filò abbastanza liscia. In quella occasione mi resi conto che il salto di qualità delle nostre incisioni avveniva quando venivano aggiunte le voci alla base. Roberto Galli, tecnico e titolare dello studio, rimase veramente impressionato da noi e, come era prevedibile, da Glezos in particolare.

Eravamo soddisfatti del risultato ottenuto al Palmito e, anche se per noi non era proprio semplicissimo mettere assieme i soldi necessari, prenotammo altre quattro ore per il mese successivo. Le canzoni scelte provenivano ancora dal repertorio dei Gags. Questa volta i problemi tecnici latenti vennero a galla. Di sicuro il poco tempo a disposizione contribuì a peggiorare le cose. Le basi erano insoddisfacenti. In particolare quella di 'All the priests'. Nella sala c’era un piano a cui avevano messo delle puntine da disegno sui martelletti. Glezos cominciò a provarlo... Alla fine lo utilizzammo in due pezzi: il suono particolare del piano a puntine (tack piano) e l’aggiunta delle voci migliorarono l’insieme. Ma non abbastanza.

La scoperta di questo (per noi) nuovo strumento in ogni caso contribuì allo sviluppo dell’idea alla base degli Schwarz Of Galiorka e questa session segnò la fine degli Huns: la crisi interna aveva ormai sorpassato il punto di non ritorno. La nuova via che stava per imboccare il gruppo richiedeva una perfetta sintonia tra tutti coloro che vi suonavano e con Lamberto e Luca questo non c’era. Io, nonostante sentissi il peso delle mie limitazioni dal punto di vista tecnico, ero davvero dentro lo spirito nella nuova cosa che stava nascendo.