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La cartolina "Greetings from London" inviata da Anna e Jordan allo "staff " di MilanoLa cartolina "Greetings from London" inviata da Anna e Jordan allo staff di Milano.

"Greetings from London", ovvero “Saluti da Londra”, è il titolo più onesto che dovrebbe avere, secondo me, tutto quanto riguarda il punk , con buona pace dei cultori dell’oscuro sotterraneo locale a tutti i costi.
Non c’è nessuna colpa ad aver vissuto altrove avendo avuto per un certo periodo la testa lì.
Bisogna solo avere l’onestà di ammettere che di questo si tratta.

Scrivere e parlare molto non è mai stato nelle mie corde: questi sono gli appunti su un’idea che per un bel po' di anni ha costituito uno dei cardini della mia vita.
Nessun proclama, e nemmeno la voglia di mostrare i gradi appuntati sul giubbotto dell’epoca. La volontà personale di riordinare certi ricordi, per conservare le cose fatte, e poi dedicarsi il più possibile a qualcosa che sappia di ... I salti nel passato sono talvolta piacevoli, ma vivere nel passato alla lunga stanca e soprattutto non porta mai a niente, in quanto tutto è già stato iniziato e finito. A me piace ricordare ma solo per un po': alla fine però rimane una vaga sensazione di nausea. Non dimenticare, comunque: se qualcosa è stato veramente importante per te, le tracce rimarranno sempre nei tuoi pensieri. Bisogna, davvero, andare avanti.

Intermezzo. L’alternativa.

Non ho mai capito perché le cose alternative, per moltissime persone, devono per forza essere realizzate con i piedi. Spesso costano poco, ma sempre troppo per quanto valgono. L’essere alternativi, in diversi casi, è la scusa per giustificare la pochezza d’idee e l’incapacità, grazie al romanticismo delle intenzioni... Se poi si è anche trasgressivi... Questa visione del punk ha creato grossi disastri, secondo me.
Non ho mai sopportato l’autocompiacimento e l’autoindulgenza. Una cosa alternativa è qualcosa che si contrappone e compete con la sua antagonista in tutto: qualità, forme e contenuti. Se non hai i mezzi cercane di alternativi veri. Metterci più impegno per me rappresenta il giusto approccio.
E’ vero anche che molto spesso ottima materia prima costituisce un manufatto di pessima qualità. Certo l’idea, l’intenzione: ci deve essere qualcosa di veramente notevole almeno nel contenuto per giustificare una forma scadente.
Se vogliamo si tratta di una questione di stile e di fair play. Per me è così. Stesse regole per tutti, la priorità dell’io non esiste, e che vinca veramente il migliore, se qualcuno deve vincere per forza.
Non ho mai detto (né pensato) di essere un gran che, come batterista.

Finale.

La tecnologia è un mezzo e non un fine. Oggi posso usufruire di strumenti di cui allora non potevo disporre. Li avessi avuti anni fa, i risultati sarebbero stati simili a questi, ne sono sicuro: in ciò non sono passati 22 anni, ma neanche .
Fallo tu quello che ti piace, non avere la pretesa di diffondere distillati di verità assoluta, non affliggere il prossimo con le tue nevrosi e soprattutto non fare in modo che il tuo unico merito sia solo quello di avere i soldi per comprare cose realizzate da altri. Questo è una parte-del-meglio rimasto dell’idea a cui accennavo all’inizio.
Io l’ho fatto, non ci sono dubbi. Sui risultati ho una mia opinione ma non è importante, così come non modifico il mio parere a seconda del giudizio degli altri.
E se vi aggrada, accomodatevi.

Paul Haroid, 2000.