Mittageisen

Mittageisen

L’origine del nome, per chi conosce un po’ la scena dell'epoca, è decisamente ovvia.

Allora l’unico negozio di dischi che garantiva un continuo aggiornamento sulle novità provenienti dall’Inghilterra era ancora Carù di Gallarate, e sempre più frequentemente noi della ristretta schiera ci sobbarcavamo il peso di una trasferta di circa 3 ore (quando andava bene e non ci si doveva servire di un treno locale) per poter trovare quanto cercavamo.
A Milano ci furono un paio di negozi, in tempi diversi, che per un breve periodo tennero il passo di Carù, con il grandissimo vantaggio di essere molto più facilmente raggiungibili. Stranamente si trovavano tutti e due nella stessa strada, Viale Premuda, zona Venezia.

Un giorno andai a Gallarate per conto di Marco. Voleva avere a tutti i costi il primo album dei Banshees appena uscito e, non potendo andarci lui stesso, arrivò ad offrire di pagarmi un LP a mia scelta in cambio del favore. Accettai con un certo disagio, d’altra parte sarebbe stato veramente troppo chiedermi di sobbarcarmi l’infinita noia del viaggio senza un personale vantaggio.
Quando nel negozio fui certo di essere in grado di rispettare i termini dell’accordo, mi trovai nel dilemma se comprare anch’io l’album dei Banshees oppure il nuovissimo secondo LP degli Sham 69, 'That’s life'. Optai per quest’ultimo perché in fondo il 45 'Hong Kong Garden', l’unica cosa da me sentita allora di Siouxsie, non mi era piaciuto tanto.
La sera andai a casa di Marco per portargli il suo disco che finì immediatamente sul piatto del giradischi. La sua stanza aveva una luce soffusa. L’atmosfera di 'The Scream' e due canzoni in particolare, 'Jigsaw Feeling' e 'Suburban Relapse', ebbero su di noi un impatto fortissimo.
Le ascoltammo in religioso silenzio.

Per me soprattutto era qualcosa di straordinariamente nuovo, non mi aspettavo certo un disco così da un gruppo punk. Tornando a casa continuavo a pensare al mio errore di valutazione: ora l'album degli Sham 69 mi appariva ancora più brutto di quello che mi era sembrato quando lo avevo ascoltato nel pomeriggio.
Fui preso dalla stessa smania del nostro cantante. 
Grazie a complicatissimi artifici riuscii a tornare da Carù il giorno dopo con il timore di non trovare un’altra copia di 'The Scream'. Fui fortunato.

Marco era il leader dei Borstal Dampers, essendo il principale autore dei pezzi e avendo avuto la maggior parte del merito nel mettere insieme il gruppo, quindi quando ci propose di cambiare nome accettammo di buon grado.
Era giusto così, i Banshees rappresentavano un nostro importante punto di riferimento.