Nineteen-Eighty-Ics

198X

Trovare il chitarrista non fu così semplice come pensavamo all’inizio. Ne provammo due prima di scegliere un ragazzo dall’aria tranquilla di nome Alberto.
Siccome io e Antonio eravamo sempre inseme, alcuni amici cominciarono a chiamarci Tonito e Pablito. Questo mio soprannome non mi piaceva per niente.
Alberto fu battezzato 'All Todo' per poter mantenere questo filone spagnoleggiante, con uno stupido gioco di parole All = Todo (in spagnolo).
Quando suonavamo la chitarra rimaneva un po' in secondo piano ma risultava funzionale al suono d'insieme. Era proprio l'elemento giusto che ci mancava: la disponibilità e l'assenza di pretese di Alberto ci permisero di diventare finalmente un vero gruppo.

Col passare del tempo ho sempre più apprezzato questo tipo di persone, in generale, nella vita, e secondo me i riscontri positivi che ottengono non sono mai pari ai loro tanti meriti. Quasi sempre le stimo e le apprezzo molto di più dei presunti leader con cui devono collaborare.

Finalmente in tre mettemmo a punto un set di ben (!) 5 canzoni: a 'Chaos' e a 'Panic In Detroit' aggiungemmo la nostra versione di 'Lowdown' degli Wire, piaceva molto ad Antonio, oltre a due nuovi pezzi, 'Pancrock', un riadattamento di uno dei nostri primi strumentali, e '198X', da cui avremmo preso poi la nostra denominazione definitiva.

Questi furono i pezzi che suonammo (ancora come 'Chaos') al 'Sex Party Punk', un concerto organizzato da Graziano Origa, un grafico il cui stile si ispirava a Andy Warhol, per me e per molti altri troppo. Era anche il curatore di un giornale chiamato 'Punk Artist'.
Saremmo stati il gruppo di supporto ai Decibel di Enrico Ruggeri. Da pochissimo avevano cambiato formazione, quella che poi sarebbe andata a Sanremo con 'Contessa'.
Il posto era la 'Pre Art' -credo uno studio fotografico situato in via Larga 11, pieno centro di Milano-, la data il 21 Giugno 1979.
Al banco mixer c’era Alberto Camerini. Durante le prove con parlata biascicata ci paragonò ai Clash (!!! - acqua, Alberto).
La manifestazione prevedeva la proiezione non stop di filmini porno in una sala e il concerto nell’altra.

L’unico ricordo che ho della nostra performance è di come avevo ridotto alla fine le mie bacchette di metallo. Erano tutte ammaccate, con una delle due punte di plastica dura spaccata: credo di non aver mai picchiato tanto in vita mia come in quell’occasione.

Al 'Sex Party Punk' erano stati invitati anche i Krisma, in piena fase punk; probabilmente però si erano già guadagnati l’invito per il loro trascorso di paladini del “sexy sound”.
Avevamo una lieve speranza di farci vedere da loro: correva voce che precedentemente avessero aiutato i Trancefusion regalandogli strumenti, ecc. Marco a gennaio li aveva contattati in occasione di un’altra festa e loro dissero di essere interessati ai Mittageisen.
Arrivarono in ritardo e si persero i 198X.
In quest'occasione ci vide J.S., ex-X Rated, ormai libero da impegni. Gli era piaciuto, ci disse, il nostro pezzo lento ('Lowdown', non conosceva gli Wire) che, per l’appunto, non era nostro.

Alla fine della serata tutti al ristorante dove una fotografa americana di origine giapponese, forse di 'Interview', fece una foto in primo piano a tutti i partecipanti alla cena e quindi anche a noi. Chissà se le ha mai usate.

Su 'Punk Artist' n.4 uscì un resoconto della serata. Eravamo così contenti di esserci stati che dell’articolo conservai solo la foto di Tonito e Alberto pubblicata in quel contesto: non ci era piaciuto l’ambiente “arty” in cui si era tenuto il concerto che di punk non aveva avuto proprio niente di niente. Amici esclusi, ovviamente.