Schwarz of Galiorka

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Anche se non ci fu più l’occasione di utilizzarlo, il piano a puntine ci aveva comunque mostrato la via da seguire: suonato in maniera molto sobria e quindi come forse nessun tastierista avrebbe fatto, aveva trasformato completamente un pezzo come 'All the priests', dandogli una veste completamente diversa.
Ci rendemmo conto che avremmo potuto aggiungere nuovi strumenti nella nostra musica: bastava utilizzarli in maniera non canonica e non forzarne la presenza a tutti i costi. Questo, unito alle possibilità offerte dalla registrazione a più piste, diede una forte scossa alla nostra attività. Uscimmo finalmente dalle sabbie mobili in cui ci eravamo impantanati. Da un lato quindi si aprirono nuovi orizzonti per la creatività di Glezos, dall’altro venne ancor di più in evidenza come la situazione che si era creata all’interno del gruppo fosse diventava insostenibile.
In passato avremmo potuto anche aspettare di ritrovare un nostro assetto, ora no.

I nuovi pezzi suonati da Glezos con la chitarra acustica a casa mia mi sbalordirono: si trattava di 'Frowning & Dull', 'Little Troika On Ice' e 'Kissed by Fortune'. Queste canzoni erano state composte per essere suonate anche con il piano. Oltre alla base con il cantato da utilizzare per esercitarmi, Glezos registrò anche parti aggiuntive per rendere l’idea di come avrebbero dovuto essere gli arrangiamenti: erano davvero bellissimi. Ciò che traspare da questo nastro è molto meglio di quanto siamo riusciti poi ad ottenere in studio. Nonostante siano solo dei provini fatti in casa, nel tempo mi è capitato di volerli riascoltare più spesso rispetto ad altre nostre incisioni in studio.

Ai primi di gennaio registrammo in studio 'Frowning & Dull', 'Little Troika On Ice' e 'Wiz Behaviour'. Le basi ancora una volta non ci convincevano.
Roberto Galli fu molto impressionato dal nuovo corso intrapreso dalla musica di Glezos. I risultati erano davvero incoraggianti nonostante i problemi di noi strumentisti.
Durante una prova successiva Roberto rimase molto colpito da 'Tati behind the corner', tanto da offrirsi di inciderla a sue spese.
In occasione di un'altra prova Glezos portò il violino. Era uno dei primi strumenti che aveva imparato a suonare. I riverberi e gli effetti del Palmito davano a questo strumento un suono bellissimo. Aveva in mente nuovi pezzi: questi, per poter essere incisi, però richiedevano che il gruppo funzionasse.

Subito dopo lui e io ci trovammo per una volta al Free Sound a provare alcune delle nuove canzoni: riuscimmo a lavorare bene, velocemente e senza nessun problema. Questo fu decisivo. Era evidente che per rendere al meglio delle mie possibilità avevo assolutamente bisogno di un riferimento preciso, in questo caso la chitarra suonata da Glezos.
La mia concezione, molto sui generis, del mio ruolo privilegiava al massimo il risultato d’insieme portandomi ad accelerare se qualcun’altro lo faceva: per me sarebbe stato fuori questione tirare dritto ed ignorare quello che suonavano gli altri.
Di fatto era inevitabile che, nell’imparare nuovi pezzi, le incertezze di ciascun strumentista si sommassero, ma i problemi del gruppo non potevono certo essere addossati solo agli altri.

Avevamo poco tempo e poche occasioni per provare: fu così che rompemmo gli indugi e decidemmo di proseguire da soli, soltanto Glezos ed io.
Non c’erano problemi a farlo: usando un registratore a 8 piste lui poteva tranquillamente suonare la chitarra, il basso e tutti gli altri strumenti che avremmo voluto utilizzare.