'Sexpeople rendez-vous'

Sex People Rendez-vous
Pagina pubblicitaria del concerto su 'Xerox'

Il Teatro dei Chiostri era una sala da circa 200 posti, in zona Brera, pieno centro di Milano.
Vi avevano suonato in precedenza gli X-Rated.
Ci piaceva molto il posto ma, soprattutto, l’idea di suonare in un luogo non convenzionale, al di fuori del normale circuito di locali piccoli-medi-grandi dedicati ai concerti.
Avremmo diviso il palco con 'Mitzio & the Sirens' anche se non avevamo nessun legame artistico con loro: questa per noi era l'unica soluzione possibile in quanto allora, di sicuro, non avremmo accettato di suonare con nessuno degli altri gruppi della "scena”.
In realtà Mitzio non avrebbe suonato, la sua sarebbe stata una performance estemporanea.

Il pomeriggio prima del concerto, durante il soundcheck, qualcosa si guastò nell’impianto. Fummo molto, molto vicini al dover annullare la nostra esibizione. La tensione era a mille. Alla fine riuscimmo a trovare una soluzione che però ci costrinse a rinunciare ad avere le spie sul palco. Eravamo già stanchi ancor prima di cominciare.
All’epoca non avevo una vera e propria batteria ma solo dei pezzi spaiati tutti di colore diverso. Per questa ragione decisi di ricoprire i tamburi e la cassa con del decofix nero. Da lontano nessuno se ne sarebbe accorto. Per l’occasione decisi di non portare il charleston, non lo usavo mai. Non mi piaceva.

La performance di Mitzio & the Sirens durò tantissimo ed è descritta nella recensione del Corriere d'Informazione.

Alla fine venne il turno dei Gags. Il nostro spot iniziale era tratto da un 45 giri di musica cinese mandato a 33 giri. Avevamo dato disposizione a Danny di registrarci e di farci delle foto.
Sul finire del nostro intro, a luci ancora spente, Glezos salì sul palco scandendo a tempo di danza il finale del pezzo.
Fummo accolti con molto sollievo dal pubblico. Avevamo predisposto due grossi fari-spot dietro la batteria e l'effetto era che il gruppo sembrava sospeso in un mare di luce...

Passata la tensione iniziale, sul finire del secondo pezzo in scaletta, 'Sex People', ebbi la sensazione che tutto sarebbe filato liscio. Mi sbagliai. In 'Goliardia Chant' (terzo pezzo) ad un certo punto andò via la voce per un innesco e questo fece perdere il tempo a Lamb: la canzone era in levare, lui la fece diventare in battere. Non so come per le mie conoscenze tecniche dell’epoca, riuscii a ritardare l’entrata del ponte riprendendo il giusto tempo. La tensione giocò un brutto scherzo a Lamb anche nel brano successivo, 'Russian Roulette'.
Poi non ci furono altri problemi particolari.
Alla fine, prima dell’ultimo pezzo, 'Stuart Sutcliffe', ero completamente disidratato, con la schiena in fiamme, a causa dei due fari a me troppo vicini.
Come era stato stabilito non facemmo bis.

Nei camerini, dopo il concerto, Glezos, nessuno di noi altri tre presente, fu intervistato dalla giornalista Letizia Rittatore del Corriere d’Informazione, che recensì il 'Sexpeople rendez-vous' senza però utilizzare niente dell’intervista: Glezos la ricostruì ed io la pubblicai io sul 6° numero di 'Xerox'.