s.o.g. music system

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Avevamo drasticamente risolto i problemi legati alla realizzazione dei nostri demo. Questo fu evidente durante la prima session in due al Palmito Studio del 26 Marzo 1983. Lavorammo bene e velocemente tanto da riuscire a registrare quattro canzoni, una all’ora.
Erano 'My Truculent Adventures', 'Woodpeckerphobia', 'My Brothers’ Brothers...' e 'Grand Guignol'. Eravamo preparati e sicuri sul da farsi: in alcuni casi il primo take fu il definitivo.
Lasciavamo comunque spazio anche a degli esperimenti. Nel mio caso utilizzai delle bacchette da timpano (con un battente di stoffa) in 'Woodpeckerphobia' e 'My Brothers’ Brothers...': questo, unito ad uno stile "bandistico" nel suonare, diede alle mie parti un suono molto pesante e particolare.

Eravamo caricati a mille. Ai nostri piedi si stava spalancando un nuovo mondo da raccontare. Questa era la cosa più intrigante degli Schwarz Of Galiorka: non c’erano limiti di alcun tipo, nessuna regola scritta. Era tutto da scoprire. Riuscivamo ad andare avanti senza aver bisogno di troppe spiegazioni: le cose che erano schwarz e quelle che non lo erano ci apparivano molto chiaramente. Nei nostri discorsi questo significava essere dentro.

Trovammo subito un nuovo alleato in Massimo che divenne un membro fisso del gruppo con il nome di Vidocq. Pur senza suonare nessun strumento partecipò a tutte le nostre registrazioni fin dall’inizio del nostro nuovo corso. Massimo era un grafico professionista e questo fu il suo ruolo ufficiale negli Schwarz Of Galiorka. In realtà, grazie alla sua costante presenza, contribuì moltissimo all’organizzazione di tutte le nostre attività.
Il quarto affiliato alla setta fu Mario (Top Hat). L’avevo conosciuto anni prima da Carù e da allora eravamo rimasti in contatto. Nel periodo degli Huns gli mandai un nastro con dei nostri demo. Ne fu entusiasta. Si offrì di aiutarci e suscitò una buona impressione anche su Glezos. Divenne il manager del gruppo.

In brevissimo tempo avevamo così completato la nostra evoluzione.
Mario abitava a Venezia e l’atmosfera della sua città si combinava molto bene con il nostro immaginario: per questo motivo organizzammo alcune riunioni a casa sua, traendo da queste visite nuove ispirazioni.
Decidemmo di usare delle maschere e, per realizzarle, modificammo quelle neutre normalmente usate in teatro. Non sapevamo di certo modellare e quindi pensammo di sfruttarle come base. Le tagliammo ed io modificai ulteriormente le mie aggiungendo delle parti in cartone e silicone per poi verniciarle. In questo modo riuscimmo ad ottenere delle maschere originali. La bautta ci piaceva, ma per noi sarebbe stato molto banale utilizzarla.

Ritornammo al Palmito per registrare altre tre canzoni, 'Schwarz In Heaven', 'Kicks On the Artist' e 'Dining With The Cannibals'. Incidemmo la nuova versione di quest’ultima senza averla mai provata prima assieme. Tutto procedeva speditamente. Successivamente tenemmo una session per sistemare le canzoni registrate con Lamberto e Luca: Glezos risuonò tutte le loro parti.
Massimo disegnò il logo del gruppo, organizzò un servizio fotografico e realizzò le prime magliette. Mario cominciò a darsi da fare per vedere se era possibile trovare una casa discografica interessata a noi.

Glezos decise di introdurre la viola nella nostra musica. Le canzoni incise successivamente furono composte con l’intenzione di dare un importante spazio agli archi. Una di queste è 'Word of Doctor Death'. Fummo particolarmente soddisfatti del suono ottenuto nella sua realizzazione.
In quell’occasione avevo potuto disporre di una bellissima batteria, poichè potei usare lo strumento di Mauro Spina -un famoso session man amico di Roberto Galli- che in quel periodo stava lavorando al Palmito. Il giorno prima della nostra incisione Mauro mi telefonò e si offrì di settare la sua batteria secondo le mie esigenze: gli dissi che mi sarebbe piaciuto dare l’idea di cupi tamburi nella giungla. Grazie all'accordatura da lui effettuata ottenemmo un suono bellissimo. Il suo fu un gesto davvero gentile visto il suo status di batterista affermato contrapposto al mio.
In seguito aggiungemmo alcuni interventi di archi anche in brani registrati in precedenza.