s.o.g. music system parte 2

s.o.g. music system - continua

Gli ultimi demo registrati su otto piste furono 'Kashka Kalashnikov' e 'Mount a Deadly Manthis'.

Mario era entrato in contatto con una etichetta di Firenze, la Kindergarten, ed era stato fissato un provino presso di loro.
Decidemmo quindi di sospendere le session al Palmito Studio, in attesa di vedere come sarebbero evolute le cose dopo questo incontro. Se avessimo trovato un accordo con la Kindergarten avremmo realizzato le future incisioni nel loro studio.

La copertina di 'In Arcadia'

I demo acustici di questo periodo sono raccolti nel nostro CD ad uso interno 'In Arcadia'.

Le nuove canzoni composte da Glezos prima dell’estate furono quindi fissate su nastro in versione acustica, con numerose sovraincisioni di chitarra e voci.
A questo punto i testi e le atmosfere dei pezzi avevano già subito un cambiamento importante. Si era aperto un nuovo filone.
Lo definirei di ispirazione “medioevale/arcadica” con molti riferimenti ad animali mitologici e a scene paragonabili a quelle descritte da Dante nell'Inferno. Allo stesso tempo si erano attenuati moltissimo l’ironia ed il gusto del grottesco di cui era pervasa la produzione precedente.
In quel periodo Glezos ascoltava molto i Tyrannosaurus Rex di Marc Bolan. I dischi di questo gruppo gli diedero alcuni spunti su come realizzare i nostri demo acustici. Come già accadeva ormai da molto tempo, lui sceglieva i propri riferimenti tra cose totalmente demodé: nel 1983, questi, lo erano di sicuro.

La visita a Firenze fu programmata subito dopo le vacanze estive. Avevamo deciso di registrare 'She Lives With an Anaconda', il pezzo recente più rappresentativo. Andammo in tre, Glezos, Mario ed io. Ero molto sicuro della bontà di quanto andavamo a proporre ma avevo invece grossi dubbi su come sarebbe stato giudicato il mio modo di suonare. Avevo la sensazione di dover affrontare un test difficile.
I miei timori si rivelarono fondati: per la prima volta in vita mia mi trovai a dover suonare da solo sopra un click. Non ci riuscii, c'era poco tempo, così Glezos lo fece al posto mio.
Il nostro referente alla Kindergarten era anche il tecnico-produttore dei dischi dell’etichetta e, come tutti allora, rimase molto impressionato dalle capacità e dalla personalità del nostro cantante.
Dopo l’incisione di 'She Lives With an Anaconda' ci parlò dei suoi progetti sul gruppo. In pratica avrebbe offerto a Glezos una backing band e avrebbe collaborato con Mario nella promozione degli Schwarz of Galiorka. A me non si riferì mai. Solo in successive telefonate con il nostro manager disse apertamente che per lui io ero fuori da tutto. Fin dall'inizio aveva pensato di utilizzare suo fratello (era il batterista dei Neon) e avrebbe fatto di tutto per riuscirci, ma la verità è che se fossi andato bene non avrebbe avuto nessun appiglio a cui agrapparsi.

Quello che temevo potesse succedere era accaduto, ma il modo in cui avvenne, e come venni a sapere del responso finale sul nostro provino, fu molto peggio di quanto mi sarei aspettato.
I rapporti con la Kindergarten si chiusero in breve tempo con un nulla di fatto. Così fu per tutti, me escluso. Di sicuro avrei evitato di trovarmi un’altra volta nella stessa situazione vissuta a Firenze. Sapero che quel produttore aveva ragione: non ero in grado di suonare la batteria a livello professionale. Glezos apparentemente non diede molta importanza a quanto era successo. Secondo lui avremmo potuto risolvere il problema trovando un batterista più convenzionale e preparato di me, utilizzandomi come percussionista. Forse in quel momento considerava l’attitudine più importante delle capacità tecniche.
Per me, parte in causa, non era così. Da questo momento iniziò il lento percorso che portò alla mia uscita di scena: praticaticamente non suonai più se non in rare occasioni. Se era appena possibile preferivo evitare di farlo. Tutte le successive incisioni di quello che era stato il mio strumento vennero effettuate da Glezos oppure attraverso l’utilizzo di una batteria elettronica, anche per motivi di ordine pratico. Partecipai comunque a tutte le attività del gruppo curando le registrazioni e occupandomi con Massimo della loro organizzazione.
Tutto questo accadde senza che fosse stata presa una decisione esplicita in tal senso: gli eventi e la mia insicurezza mi misero progressivamente in .
Come sempre il gruppo ed i risultati da ottenere venivano prima di tutto.

Continuammo per un po' ad incidere i nostri demo in versione acustica in attesa di decidere quale sarebbe stata la nostra mossa successiva.