Universo parallelo parte 2

Universo parallelo - continua

Credo che la spinta decisiva verso il cambiamento, a cui si deve la vera nascita degli Huns, fu il fatto che Glezos, dovendo suonare la chitarra nel gruppo, cominciò a sviluppare uno stile diverso nell’approccio a questo strumento. Poichè si trattava di un elemento molto importante nella nostra musica, inevitabilmente anche tutto l’insieme cambiò. Inoltre eravamo al punto in cui dovevamo davvero trovare cose nuove.
Eravamo stati un gruppo punk (a mio avviso molto sui generis) e, come per quasi tutti i gruppi punk con una lunga storia, era giunto il momento di uscire dal genere in senso stretto.

Gli Huns fecero però, per così dire, un paio di “incursioni” nel passato e questo mi costringe a forzare lo svolgimento cronologico dei fatti, inserendo tali episodi come coda conclusiva della storia dei Gags.

Ci fu una session che tenemmo, a differenza di tutte le precedenti, in un posto diverso dal Free Sound, più precisamente nella sala prove situata sotto un negozio di strumenti musicali vicino a casa mia. Eravamo in tre, Glezos, Luca ed io, Achille ci avrebbe registrato...
Gli strumenti e l’impianto erano decisamente meglio di quelli che avevamo utilizzato fino a quel momento. ll Free Sound era sempre affollato, gioco forza le attrezzature si usuravano molto rapidamente, mentre questa sala, probabilmente, non era molto conosciuta. In ogni modo ci volle quasi mezz’ora per mettere a punto il suono di tutti gli strumenti e della chitarra in particolare. Avevamo in programma di incidere pezzi del nostro primo repertorio.
Tutto questo lavoro di preparazione e lo speciale stato di grazia in cui eravamo ci permise di registrare quella che sicuramente è per noi la session più rappresentativa dei Gags mai incisa.
Stranamente venne fuori da un periodo in cui stavamo facendo altre cose...
Secondo me sarebbe stato molto difficile trovare dei suoni migliori anche utilizzando studi più attrezzati. Decidemmo di non lasciare pause tra un pezzo e l’altro e di suonare come se fossimo dal vivo. Erano canzoni che conoscevamo molto bene e di cui ognuno di noi aveva avuto modo di studiare bene le proprie partiture.
Alla fine delle nostre due ore il tipo della sala ci guardava stralunato, dicendo di non aver mai sentito nessuno suonare in maniera così fragorosa. Per lui eravamo completamente pazzi.
Tornammo a suonare in questo posto altre volte, ma un suono così non è mai più venuto fuori: d’altra parte la natura delle canzoni era diversa.

I Gags avevano concluso il loro ciclo.

I Gags lasciano la scena

Nella foto i Gags lasciano la sala prova dopo aver suonato...
In questo contesto, invece, escono di scena...