Intervista a Glezos (Bassa Fedeltà):
Intervista a Glezos (Bassa Fedeltà):

Intervista a Glezos (Bassa Fedeltà) - 2 di 6

E gli scontri alla Palazzina Liberty?

Alla Palazzina Liberty non ci fu alcuno scontro vero e proprio. Ci fu una rissa verbale tra il mio gruppo di allora, i TV Vampire, ed il pubblico. Quella sera avevano suonato i Borstal Dampers e gli Hitler SS sotto il falso nome di Hits perchè si vergognavano (abbiamo pubblicato la locandina del concerto all’interno della raccolta “Sexy, Ipnotico”). Ricordo che intervenimmo per salvare la ghirba a Plastic degli Hitler SS: portava una spilla con la croce dell’esercito tedesco, e all’ingresso alcuni di ‘Violenza Proletaria’ lo volevano bloccare per ammazzarlo di botte. Intervenimmo io e Taiana , noto punk dell’epoca, anche se membro del servizio d’ordine dei cortei di ‘Autonomia Operaia’, che intercedette per lui.

Quindi non è del tutto vero che ci fu una spaccatura netta e che il punk fu capito tardi...

Fu capito tardi a livello attitudinale. Quando ci si rese conto che i punks non erano fascisti si diffuse la convinzione che fossero deficienti. Ricordo distintamente del Santa Marta, che io cominciai a frequentare nel ‘75. Il Santa Marta era di fianco a Via Torino, in pieno centro. Era un centro sociale non come lo intendiamo oggi, era chiamato così perchè raccoglieva scuole di fotografia, teatro, cinema, eccetera. Alla fine del ‘77 divenne circolo giovanile e cominciò a coagulare tutte le figure più ‘note’ della futura scena milanese, come Giovanna Coletti (Jo Squillo) e Gianni Mucciaccia, anche se allora a questa gente non interessava affatto la musica. Per darti un’idea della situazione, ricordo di un’assemblea, presenti Ivan Cattaneo, Demetrio Stratos, Franz Di Cioccio, ad un certo punto Gianni Mucciaccia si alza in piedi e fa: “A noi del circolo giovanile Santa Marta non frega niente della musica. A noi interessano solo documenti sonori dei popoli in lotta”. Testuali parole. Pensa qual’era la situazione... Molti erano sfigati che avevano difficoltà a farsi una chiavata. I ritardatari si misero in pari per una pura questione di moda. Quando videro che arrivava uno vestito da punk e si chiavava tre ragazzine cominciarono a dire: “Cazzo, il punk... “. Non sto scherzando, è stato uno dei motivi. Allora i freakkettoni non capivano perchè anche tu non eri vestito da freakkettone, per loro era logico che tutti dovessero essere così. Noi invece volevamo rimarcare le differenze con loro a partire dal piano estetico: noi siamo diversi da voi, siamo un’altra cosa. Questo inizialmente è stato preso per essere di destra, quando hanno capito che non era così c’è stata la corsa a fare i punks, ti puoi immaginare con quale confusione mentale.

Voi primi punks vi sentivate molto uniti?

Beh, anche tra i punks c’erano differenze: prendi Philopat, per esempio Ci sono molte idee che condivido con lui, quello che non condivido sono i metodi e l’idea del ghetto. Quello che vuole la gente è che ci sia il ‘Virus’, quello che vuole Berlusconi è che ci sia il ‘Virus’, quello che vogliono è che il ‘Virus’ esista, che esista un ghetto, tanto prima o poi arriva lo spino, arriva l’eroina: state lì, rincoglionitevi, E non rompete i coglioni a Formentini, ad Albertini, alla gente. Io ho sempre contestato Philopat per questo ma tra noi non ci sono mai stati scazzi perchè lui è una persona sincera, onesta, crede in quello che fa.

Cronologicamente quand’è che collochi l’inizio di tutto?

Fine estate del ‘77, sino a tutto il ‘78. Prima ancora dì ‘Dudu’ uscì ‘Punkadelic’ di Maurizio Bianchi, anche se tecnicamente non era una vera e propria fanzine,c’erano molte traduzioni da ‘Rock & Folk’... La Palazzina Liberty andò in scena all’inizio di dicembre del ‘78, per darti un’idea della situazione pensa che gli Hitler SS suonarono alle 18.15 davanti a non più di 35 persone, e tutto il resto della giornata stettero con noi perchè li difendevamo da “Violenza Proletaria”, non si resero nemmeno conto di come era Milano. Se giravi con una badge dei Sex Pistols in quel periodo venivi preso a sprangate da quelli di ‘Autonomia’. A meno che tu notoriamente non fossi stato un ex-compagno. In quel caso si diceva: “E’ un compagno che sbaglia, che sta andando fuori di testa...